Perché le ragazze si innamorano del “cattivo ragazzo”

Anche se si presume che viviamo in tempi in cui le donne hanno ottenuto grandi risultati, la verità è che ci sono ancora molte giovani che intraprendono una relazione con il “cattivo ragazzo” considerandolo molto affascinante. Perché sta succedendo?

È molto comune per le ragazze adolescenti innamorarsi del “cattivo ragazzo“, una figura per loro affascinante e misteriosa. Per questo motivo, ci sono anche molti giovani disposti ad assumersi questo ruolo, poiché questo comportamento li rende più interessanti all’occhio femminile e dà loro una certa autorità all’interno del loro gruppo di pari.

Esistono diversi studi sull’aumento della prepotenza tra gli adolescenti. Si tratta di un fenomeno in ascesa e in cui è spesso inserita quella figura del “cattivo ragazzo” e di una ragazza innamorata di lui.

Il fenomeno del “cattivo ragazzo”

Il “cattivo ragazzo” incarna il modello di mascolinità caratterizzato da coraggio, audacia, fiducia in se stessi e una certa aura di invulnerabilità. È qualcosa come l’eroe epico della letteratura, che sembra invincibile in tutti i campi e mostra anche una certa assenza di emozioni, come se nulla lo muovesse.

Questo tipo di figura rappresenta il modello più classico di mascolinità che è stato investito di qualità magnetiche da numerose culture. Il “cattivo” della storia è molto attraente in un’età in cui tutto sembra perdere la sua solidità, come accade nell’adolescenza.

Questo spiega perché molte ragazze adolescenti che si innamorano facilmente del “cattivo ragazzo”. La figura “forte” restituisce la sicurezza che manca loro e appare come un punto di arrivo apparentemente fermo, proprio nel momento in cui si stanno staccando da mamma e papà. E infatti questi tipi di ragazzi spesso incarnano la figura paterna nel suo aspetto severo.

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Il rovescio della medaglia

Se da un lato il “cattivo ragazzo” attrae dall’altro è spesso l’autore di azioni vioolente nella coppia.

Il modo in cui la prepotenza viene esercitata all’interno della coppia è molto vario e di solito inizia con la possessività e le pretese di tipo fisico. È molto comune che una ragazza che ha scelto una di queste figure come partner, prenda spesso la “pillola del giorno dopo”, poiché gli incontri avvengono in modo inopportuno e senza precauzioni. Questo, a volte, ha importanti conseguenze sulla salute delle donne.

Le ragazze che stabiliscono questo tipo di relazione tendono anche a generare forti legami di dipendenza con il proprio partner. Ci sono rari casi in cui anche dopo un’aggresssione, o un ordine restrittivo, sono addirittura loro a cercare quel “cattivo ragazzo” per riprendere la relazione.

Gli studi disponibili indicano che non è una buona idea proibire una relazione del genere, poiché spesso si ottiene l’effetto contrario. Molto spesso la ragazza innamorata lo intende come un ostacolo che deve essere superato dalla forza dell’amore. Spesso i divieti rendono la relazione solo più ossessiva.

Educare per evitare di entrare in un vicolo cieco

La maggior parte delle ragazze che vivono in questa situazione sono a conoscenza dei “rischi”, ma hanno grandi difficoltà a chiudere la relazione. Proprio per questo sarebbe meglio non intraprendere una storia d’amore con qualcuno che manifesta comportamenti di questo tipo.

Le giovani donne che si innamorano dei “cattivi ragazzi” spesso richiedono un sostegno psicologico solido e prolungato. Non basta infatti un intervento di due ore a scuola, né basta una lezione dettata dai genitori. Dentro di loro c’è una forte mancanza di sicurezza, forse traumi irrisolti o interiorizzazione di modelli scomodi. Ecco perché hanno bisogno di molto più che una semplice chat.

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È anche comune che queste ragazze provengano da famiglie segnate da comportamenti di prevaricazione sulla madre. Lo rifiutano, sì; ma quando si tratta di viverlo, finiscono per ripetere lo schema che hanno imparato. In questi casi, la scelta più appropriata è andare da uno psicologo. Solo se la ragazza rischia di subire gravi danni, vale la pena che i genitori agiscano direttamente sulla relazione.

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